Media. Le mani sulla città“Di fronte alle stragi e a un genocidio che non ha risparmiato nessuna famiglia, basterà un canto per riportare l'amore?”
(Shady Hamadi)
Quelle mani sporche che criminalizzano le nostre viteLo stesso gesto da rapina che si ripete. Le solite parole che ci invitano a delinquere. Lo sguardo ammiccante del violentatore della cosa pubblica che ci rende complici. È l'evasione fiscale, bellezza. Vale oltre 80 miliardi di euro ogni anno. Con metà dei soldi rubati allo Stato, cioè a tutti noi, in 60 anni avremmo i conti pubblici in attivo: come la Norvegia. E saremmo liberi dal giogo dei fondi finanziari esteri e delle superpotenze. Con l'altra metà dei soldi, avremmo sanità, scuola, servizi sociali per donne madri, famiglie in difficoltà e anziani con pensioni al minimo. Saremmo capaci di togliere (o anche solo di ridurre a un terzo) le ingiustizie sociali. Avremmo denaro per la mediazione interculturale e la gestione dei conflitti nelle zone calde delle periferie. Ci sarebbero i soldi anche per l'ordine pubblico, la difesa della Patria da ingerenze esterne e per la ricerca scientifica. Saremmo felici? Non lo so. Certo, moltissimi di noi starebbero assai meglio. L'altro giorno, dopo avermi ridipinto una stanza da letto, l'imbianchino resta sconcertato di fronte a me che gli scrivo su carta il mio codice fiscale, il mio indirizzo e la mia email per avere la fattura elettronica. So che mi costerà cara la mia scelta. Il conto della tinta bianca alle pareti sarà assai più salato. "Dovrà pagare il 22% di Iva", mi fa notare. Io sto zitto, mentre scrivo, e penso: "E tu dovrai pagare almeno il 30% di Irpef e un altro 30% di Inps. Mi alzerai il conto, lo so. Era meglio se pure io rubavo e quei soldi me li sputtanavo al ristorante o su YouPorn, così l'economia gira. Ma chi paga poi gli ospedali, le scuole e la difesa dell'ordine e della Patria a cui fa riferimento il leader ladro di quel partito ladro che di sicuro voti?". Non è stata una scelta facile, la mia. Mi costerà almeno 100 euro. Come tuttavia ci ricorda il filosofo Kierkegaard, nell'opera Aut-Aut, la vita è fatta di scelte. Se non scegli e rinvii, e poi rinvii, e poi rinvii... la vita sceglie per te. Io ho scelto la coerenza: sono contro il crimine, la corruzione, lo spaccio internazionale della droga. Sono contro le dittature, gli imbonitori, i padroni dell'economia che da anni ci fanno credere quanto sia bello e utile il libero mercato. Sono contro le mani sulla città, con la speculazione che porta a pagare l'affitto di un minuscolo appartamento anche 600 oppure 800 euro. Quando va bene. Il professor David Canter, padre della Psicologia Investigativa, che mi accompagna sempre con i suoi libri, ci ricorda che il delinquente, il criminale non è in alcun modo "un mostro". Tranne rarissimi casi di psicopatologia. Il criminale è tale perché c'è una regola penale che viene violata. Togli la regola e togli di conseguenza il criminale. Tant'è che negli Usa se rubi allo Stato, con l'evasione, sei un delinquente. In Italia sei un furbo. C'è solo il Sole 24 Ore che da qualche tempo scrive articoli in modo sistematico sull'evasione fiscale. Si ferma, però, solo ai dati. Non tematizza le conseguenze fino al dettaglio. Le mani sulla città, causa ed effetto dell'evasione fiscale, sono del resto ritenute da quasi tutti noi italiani come molto diverse dalle mani criminali di chi violenta una donna, spara alle persone o assalta un furgone portavalori. Eppure sono tutte lorde di sangue. L'evasione fiscale è la radice della carenza di servizi sociali per prevenire il femminicidio, ad esempio. È alla radice della posizione pilatesca - anche l'Italia resta a guardare - di fronte al terrorismo islamista e allo sterminio che Israele sta facendo dei palestinesi. Se dipendi dagli altri a causa dei tuoi debiti - personali o di Stato - è ovvio che cedi sovranità. E cedi libertà. E cedi sensibilità sociale. Le mani sulla città sono la radice di tutti i problemi. Il problema è che noi italiani ci crediamo furbi nell'evadere le tasse e nel lasciarle evadere. E invece siamo complici dei criminali israeliani che ammazzano i bambini a Gaza, dei terroristi criminali di Hamas e Hezbollah che vessano i propri popoli e vogliono la fine di uno Stato democratico come Israele. E magari vogliono pure la nostra fine. Di tutto questo i media non parlano quasi mai. Non tematizzano a dovere il problema. Non ci dicono i collegamenti tra evasione e crimine, tra evasione e guerra, tra evasione e perdita della libertà. Del resto, i media sono spesso asserviti alla logica di chi mette la mani sulla città. Ma quel è ancora peggio è che le mani sulla città spesso sono... le nostre mani. Maurizio F. Corte (Foto di copertina: Rod Steiger nel film "Le mani sulla città", di Francesco Rosi, 1963)
CRIMINE & POLITICA.
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Crimini Dimenticati - Anello di Carta è un canale YouTube dedicato ai casi giudiziari irrisolti. Vi lavorano due giornalisti investigativi: Marcello Randazzo e Simona Cascio. Dal loro impegno è nata una serie di documentari che raccontano in modo rigoroso, informato e rispettoso delitti dove le vite di persone (spesso donne) sono state spezzate prima; e poi consegnate al silenzio. Questo mese ti vogliamo segnalare il caso di Valentina Di Veroli, con l'articolo di Anna Ceroni.
Crimini Dimenticati è anche su TikTok con decine di migliaia di follower: CRIMINI DIMENTICATI SU TIKTOK.
Capire i media e saperli leggere in modo critico e consapevole è fondamentale per essere cittadini informati e indipendenti in una democrazia. Leggere i media non vuol dire soltanto acquisire dati, immagini, vissuti. Vuol dire saper interpretare ciò che ci viene raccontato. La rubrica "Autopsia dei Media" ti spiega come leggere i media senza essere servo del Potere, sia che si tratti di fatti legati al crimine e alla giustizia; sia che si tratti di capire come i media funzionano. E come ci influenzano.
Il Criminal Profiling non è ancora una scienza esatta accettata nei tribunali. È tuttavia una tecnica che consente di capire le scene del crimine e di tracciare il profilo dell'offender. Giusto per non cadere nelle solite chiacchiere da bar sui delitti. Lo si può applicare agli omicidi, ai delitti seriali, al terrorismo.
La criminologa Laura Baccaro in una serie di articoli - un vero e proprio corso - ci porta a conoscere il Criminal Profiling.
A otto mesi dall'uscita su tutte le piattaforme, il podcast Il Colpevole Perfetto. La storia sbagliata di Lorenzo Bozano e Milena Sutter a far tenere accesi i riflettori su questa vecchia storia criminale genovese.
Ad agosto 2024, il giornalista Stefano Nazzi ha dedicato al caso le sue due tradizionali puntate del podcast "Indagini", che esce il primo del mese. Puoi invece ascoltare una versione assai diversa di quella storia con il podcast Il Colpevole Perfetto, scritto e raccontato da Maurizio Corte, con la regia audio di Giuliana Corsino.
Ventinove rose bianche. Dal 18 gennaio 2017, ogni anno le vittime del disastro di Rigopiano sono ricordate così, dopo che una valanga esplosa sopra l’hotel di Farindola le ha sepolte per sempre. Per molti giustizia non è ancora però stata fatta. Ed è proprio a questa sete di verità, che cerca di rispondere il podcast E poi il silenzio del giornalista Pablo Trincia, con una nuova indagine giornalistica.
Attraverso le parole di sopravvissuti e familiari delle vittime, quindi, il podcast ripercorre la dolorosa tragedia ambientale, a partire da quel freddo mercoledì di metà gennaio. Quel pomeriggio 40 persone cercavano di rilassarsi nell’albergo di montagna, nonostante la bufera di neve: un resort di lusso sulle montagne abruzzesi, che iniziava a cozzare con il pericolo dei pesanti fiocchi di neve.
Alle 17.08 un disastro cambiò il destino di Farindola per sempre: una valanga colpì e sommerse l’albergo sotto una rigida coperta bianca. E poi il silenzio. Sullo scenario ad alta quota più insanguinato degli Appennini — e il secondo in Europa — calò un asfissiante silenzio per ore. Finché dalla neve non riemersero le voci di 11 superstiti.
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👉🏻 L'articolo del mese del magazine Il Biondino della Spider Rossa®: Open Arms. Gli errori di comunicazione di Salvini
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* Questa inserzione è pubblicata a titolo gratuito. Ed è frutto della partnership con il Centro Studi Interculturali e con l'associazione ProsMedia
“La ballata della moda” (L. Tenco)
Crime Window & Media Newsletter è curata da Maurizio F. Corte. Le foto sono da fonti aperte: i credits sono segnalati nel nome dei file. La newsletter, con periodicità mensile, è edita dall'Agenzia Corte&Media.
Direttore responsabile e coordinatore scientifico: Maurizio F. Corte
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La giustizia, il voto e la cittadinanza “Non mi aspettavo un vostro errore, uomini e donne di tribunale. Se fossi stato al vostro posto, ma al vostro posto non ci so stare”.(Fabrizio De André, Nella mia ora di libertà) L'appuntamento con il referendum Il referendum sulla giustizia, il 22 e 23 marzo, è un'occasione (assai rara) che le cittadine e i cittadini hanno di decidere se cambiare o meno il sistema giudiziario. La legge costituzionale, sottoposta a referendum confermativo, in caso di...
I femminicidi e l'inutilità dell'ergastolo “Il colpevole non è chi commette il peccato, ma chi ha creato le tenebre”.(Victor Hugo, I Miserabili) L'aumento delle pene non produce alcun cambiamento "Omicidio feroce e corpo irriconoscibile". Il procuratore capo di Civitavecchia, Alberto Liguori, ha definito così il femminicidio di Federica Torzullo, 41 anni, uccisa la notte tra l’8 e il 9 gennaio 2026 nella villetta dove viveva, sul litorale romano. Claudio Carlomagno, marito della donna da cui...
Il grande inganno del "biondino" che non c'era “Ti concentri sugli indizi, ma perdi di vista le tracce”.(Dal film I segreti di Wind River) Nel 1971 un esempio sconcertante di fake news e post-verità Il caso del "biondino della spider rossa" è il più grande esempio di anticipazione della post-verità. Non solo, nella vicenda di Milena Sutter e di Lorenzo Bozano abbiamo esempi di fake news e deepfake. Un grande storyteller ha messo in piedi un racconto bugiardo che ha ingannato decine di milioni...